Tenuta Lenzini

Mi è già capitato di raccontarvi le cantine vicine a casa mia, tuttavia sono ancora in difetto vista la disponibilità di interessanti proposte. Quest’anno mi sono promesso di trovare più tempo per visitare le aziende del territorio e nei giorni scorsi ho fatto visita alla Tenuta Lenzini di Gragnano (LU). Per chi ancora non la conoscesse si tratta di una piccola realtà, condotta da Benedetta Tronci assieme al marito Michele Guarino, che ha preso vita nel 2005 come concretizzazione di un sogno comune alla coppia: produrre vini “naturali”, ovvero fedeli espressioni delle varietà impiegate, senza forzature di nessuna sorta, senza trattamenti chimici, e soprattutto dotati di una spontanea aderenza territoriale. L’azienda, che nasce sfruttando i terreni e i locali che furono dei nonni di Benedetta, dispone oggi di 13 ettari vitati e di un paio ad oliveto. I suoli presentano composizioni ed esposizioni diverse, passando dalla sabbia all’argilla rossa ricca di ferro, ad una quota di circa 90 metri S.l.m. Nei vigneti trovano la collocazione ideale le varietà storicamente diffuse nel territorio delle Colline Lucchesi, più nello specifico quelle che hanno con il tempo consolidato un legame con l’area di Gragnano. Il Vermentino e il Sauvignon sono le uve a bacca bianca, mentre Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah e Alicante Bouschet, le rosse. La presenza di queste cultivar provenienti dalla Francia è da ricondurre agli inizi del XIX Sec. quando Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, divenne Principessa di Lucca.Tornando all’azienda, i primi anni di attività sono serviti a Benedetta e Michele per comprendere il potenziale di quel particolare terroir, ma la scelta di operare secondo i principi della biodinamica è stata adottata fin dall’inizio grazie anche ai preziosi insegnamenti di Saverio Petrilli, della vicina Tenuta di Valgiano. Un lavoro rispettoso e consapevole in vigna che consente di portare in cantina uve al massimo del potenziale, fermentate dai propri lieviti e affinate all’interno dei contenitori ritenuti più idonei ad esaltarne le peculiarità. La produzione si attesta intorno alle 50.000 bottiglie, quando l’annata è favorevole, con una gamma di sei etichette costituita da tre rossi, un rosato, un bianco e un dolce. Ho visitato la cantina approfittando di una bella giornata di sole ma decisamente gelida, tanto da costringerci a fare una rapida visione delle vigne e trasferirci tempestivamente al caldo del camino, dove approfitto per farmi raccontare da Michele la storia dell’azienda, i metodi di lavorazione, il tutto intervallato dall’assaggio dei vini. Il primo è il Colline Lucchesi DOC “Casa e Chiesa” 2015, un merlot in purezza prodotto con l’uso di acciaio e cemento, piacevole e netto nella polposa sfera aromatica, godibile in assaggio per eleganza e serbevolezza, succoso nel volume di frutti rossi. Segue l’IGT Toscana “Poggio de’ Paoli” 2013, un vino che unisce tutte le varietà a bacca rossa della tenuta, con una prevalenza di Cabernet Franc, affinato in legni grandi. Ottima complessità al naso dove i frutti rossi si fondono ai fiori, poi in sottofondo arrivano i sentori di grafite e terra bagnata, che riportano la mente all’argilla rossa che caratterizza la vigna. Terzo vino in assaggio il Syrah 2015, sempre a denominazione IGT, il prodotto che più di ogni altro sta portando alla ribalta il nome dell’azienda visti i numerosi riconoscimenti ricevuti. Il Syrah, coltivato su terreni sabbiosi, si esprime qui con note di piccoli frutti rossi, fiori, spezie e un delicato cenno balsamico. È in bocca che però colpisce per la grande facilità di beva favorita dalla freschezza, la tensione nel fruttato e la raffinata chiusura d’assaggio, ma senza rinunciare a corpo e allungo. In fine arriva un’autentica chicca, il vino dolce “Dolcemente Lenzini” dell’annata 2003! Prodotto da uve Merlot e lasciato a maturare in tonneau scolmo con formazione di “flor batterico”, in edizione limitata di sole 1000 bottiglie. Ampio sia al naso quanto in bocca grazie ad un ventaglio di aromi maturi, di frutta secca, spezie e ricordi iodati. Stupisce la persistenza in assaggio ed è capace di non stancare vista l’ottima freschezza, la decisa sapidità e la trama tannica ancora percettibile. Tutti assaggi che confermano i notevoli progressi fatti negli anni dalla Tenuta Lenzini e il raggiungimento di una precisa identità stilistica.

 

 

www.tenutalenzini.it

Via della Chiesa, 44
55010 - Gragnano (LU) 
tel 0583 974037
e-mail: tenuta@tenutalenzini.it

 

Alla prossima!!!

 

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